DAI BORGIA A GARDALAND

"In Italia, per trenta anni sotto i Borgia, ci sono stati guerra, terrore, criminalità, spargimenti di sangue. Ma hanno prodotto Michelangelo, Leonardo, il Rinascimento. In Svizzera vivevano in amore fraterno, avevano cinquecento anni di pace e democrazia. E cosa hanno prodotto? L’orologio a cucù!". Lo diceva Orson Welles tanto tempo fa, ma oggi non è che sia tanto diverso in Italia. Un esempio: senza l'audiodescrizione, tra noi ciechi si farebbe confusione, se si sentisse un qualsiasi tg, e si seguissero fiction quali "I Borgia" o "1992 e 1993". Sembra non esser cambiato nulla, e se non vedi gli attori in costume e non ricordi tutti i nomi, è difficile distinguere le epoche. Si è vero in Svizzera la tranquillità e il benessere hanno realizzato solo un cucù, ma Orson Welles non poteva immaginare cosa succede in Italia quando ti colpisce la cecità: all'epoca manco lui ci pensava che, tra tanti umani, ci siamo pure noi ciechi, ed anche per questa scarsa considerazione nei nostri confronti, non è che sia cambiato molto, da Orson a oggi. Perché se uno svizzero volesse apprezzare Michelangelo, non avrebbe problemi ad arrivare a Roma, mentre io ne ho tantissimi solo per scendere sotto casa, dove si c'è Michelangelo e il Rinascimento, ma il primo ostacolo potrebbe essere un'auto sulle strisce, o un demente optional di uno smartphone che ti arriva addosso, oppure qualcuno che mi dice "il cane non può entrare", ignaro delle leggi dello Stato Italiano. Inutile continuare con l'elenco: è così difficile tutto qui da noi.
Soprattutto è difficile far capire a molti che, essere ciechi non vuol dire essere tutti uguali: spesso si usa più sensibilità verso le razze dei cani, a cui gli si riconosce una personalità, un'individualità e un carattere da rispettare.
Caos, confusione, frasi e personaggi celebri... ma tutto è fermo a una dittatura. E' una dittatura mentale spesso, parlo da disabile italiana. Ci si vorrebbe tutti uguali, tutti silenziosi nella nostra mini box, quella che ti viene assegnata quando diventi disabile in Italia, ognuna col suo marchio politicamente corretto stampato sopra al cartone, e in molti si affanneranno sempre affinché non si esca da lì. Ho reso l'idea di ciò che succede se oggi vedi e domani non vedi più in questa nazione? Intorno solo personaggi che farebbero impallidire i Borgia, e vivono in un terrificante scenario da pieno Medioevo pur vivendo il terzo millennio. E più che di Medioevo, parlerei di Rupe Tarpea!
Vengono in mente queste cose, quando si ci rende conto quanto si stia indietro in questa nazione, su tanti argomenti inutili da elencare. Con fatica si cerca di abbattere barriere, e di adeguare anche questa nazione al terzo millennio. Poi qualcuno se la prende perché finalmente anche un cane guida, col suo compagno umano cieco o ipovedente, potrà visitare Gardaland, ma non solo, potrà anche accedere a molte attrazioni, cosa proibita fino a nemmeno un anno fa.
Personalmente non amo Gardaland, ma se volessi andarci per far compagnia ad un amico, perché non posso entrare, solo perché ho un cane guida? E perché una volta entrata non posso salire su una giostra con l'amico? Sempre perché sono cieca, e ho "pure" un cane guida? Ma chi lo ha deciso??
Bene, questo non esiste più, abbiamo lavorato affinché chi vuole recarsi a Gardaland, possa farlo al di là della sua disabilità, e dell'ausilio che sceglie, o può permettersi, per muoversi autonomamente (il cane guida è anche un ausilio vivente, brutto a dirsi ma è così).
Orson Welles, se ci vedesse oggi, non so quanto ci elogerebbe rispetto alla Svizzera: Michelangelo, Leonardo e il Rinascimento sono sempre qui, come i Borgia ed anche la Rupe Tarpea.
Infatti è difficile far capire a molti questo principio: se una cosa è accessibile alle persone disabili visive, non vuole dire che quella cosa diventa obbligatoria per chi è cieco o ipovedente. Se in quel cinema, o in tv, c'è un film accessibile, questo non pregiudica la mia scelta. Posso anche decidere di non andare al cinema, o di non accendere la tv: questo non vuol dire che, per pochi, tutti gli altri devono rinunciare come me, e viceversa. Quindi, se anche una sola persona cieca o ipovedente, con cane guida o no, volesse andare a Gardaland, oggi può farlo, e questo al di là del fatto se lo farei o meno anch'io, che sono cieca come lui. 
Lo si può fare grazie soprattutto ad una guida, un lavoro stupendo di ragazzi che vanno pubblicizzati, per il loro coraggio e per le loro attività, nonostante naturalmente siano criticati da chi preferisce i "Borgia".
Micheangelo e Leonardo? I ragazzi coraggiosi e attivi, come quelli della Cooperativa Sociale Yeah che ha realizzato "Easy Rider", la guida per Gardaland, personalmente li vedo come tanti Leonardo e Michelangelo, in un Rinascimento che per molti ancora si stenta a percepire: è finita l'epoca di chi ti dice cosa fare o cosa non fare, è finito il tempo del raccolto del gregge. Ognuno deve poter stare e fare ciò che crede, per questo esiste una Convenzione Onu per le Persone Disabili, che prevede il libero accesso ovunque per chi è disabile, come per le altre persone normodotate.
Gardaland è accessibile anche a chi è cieco o ipovedente, sia con cane guida che senza: chi vorrà finalmente potrà andarci senza problemi, e chi non vorrà, democraticamente potrà pure criticare, ma mai impedire. Mi auguro sia chiaro ora che, quando si abbatte una barriera, lo si fa per la comunità intera, e non per obbligare le persone disabili a fare quella data cosa. Quante polemiche per una persona cieca che va su una giostra col cane guida, e allora quando vedevo e portavo i miei cani in moto? Artù, il mio templare cane guida in pensione, ha fatto pure rafting con me, pensate quanto pericolo su un trenino a Gardaland! :) A Roma diciamo: lassàtece passà, s'annamo a divertì. Dovrebbe valere per tutti.

Nell'immagine un topo volante, di seguito invece una canzoncina carina, da chi odia da sempre il collegio:

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